- Andrea Zani -

di Villa Marcello

 Andrea Teodoro Zani nacque l'11 novembre 1696 da Francesco e Lucia Ferrari a Casalmaggiore, fiorente cittadina sul fiume Po, in provincia di Cremona. Situata tra Cremona e Parma, a breve distanza dai grossi centri culturali del tardo rinascimento quali Mantova, Sabbioneta e Viadana, la piccola Casalmaggiore, fu in quegli anni una fucina di talenti musicali. La "piccola Venezia sul Po", così venne chiamata per la sua stimolante vita musicale, oltre ad Andrea Zani e ai suoi allievi, diede i natali al violinista-compositore Carlo Zuccari detto "Zuccherino" (1704-1792).
Cresciuto in una famiglia dove la musica era di casa, il padre era un violinista dilettante, il giovane Andrea fu indirizzato agli studi musicali da un certo Giacomo Civeri, musicista locale che lo istruì nel contrappunto e nel "maneggio" del violino. Successivamente andò a Guastalla per perfezionarsi con il violinista di corte Carlo Ricci, allora famoso virtuoso. Lo Zani compare nei registri dei pagamenti effettuati dalla Confraternita del S.S. Sacramento di Casalmaggiore nel Dicembre 1715 per l'ultima volta. Il padre Francesco invece continuò a percepire i pagamenti per le sue prestazioni di violinista fino al 1724.


Dall'anno 1700 era attivo a Mantova, come maestro di cappella al servizio dell'Arciduca Ferdinando Carlo, il veneziano Antonio Caldara (1670-71-1736). Secondo il Romani, storico locale del XVIII secolo, fu proprio Caldara che, di passaggio a Casalmaggiore, conobbe il giovane promettente Zani e, uditolo suonare, lo invitò a raggiungerlo a Vienna dove era stato a sua volta invitato a corte dall' Imperatore Carlo VI. Non ci è dato di sapere se il giovane Zani raggiunse Vienna insieme a Caldara nel 1716 o in un secondo tempo, certo è che, nel 1727 e nel 1729 furono date alle stampe, proprio in Casalmaggiore, le sue Sonate da camera, Op.1 e le Sei Sinfonie da Camera ed altrettanti Concerti da Chiesa a Quattro Strumenti, Op.2. Non sappiamo quindi se Zani tornò in patria da oltralpe per curare la stampa delle sue prime raccolte o se attese la pubblicazione di esse per poi raggiungere Caldara, che nel frattempo assunse il ruolo di vice-Kappellmeister. Kappellmeister invece rimase il celebre Johann Joseph Fux, l'autore del Gradus ad Parnassum. Tutto da approfondire e studiare rimane questo periodo viennese di Zani, della sua attività musicale e dei suoi eventuali spostamenti professionali; sicuramente nella capitale austriaca, si distinse come virtuoso e come insegnante privato, senza però riuscire a trovare incarichi ufficiali importanti. Vienna era un importantissimo centro musicale; sappiamo che a palazzo reale l'imperatore Carlo VI si dilettava a comporre brani musicali anche di ottimo livello ed era fautore di concerti e di rappresentazioni teatrali. A corte era attivo nientemeno che Pietro Trapassi, il celebre Metastasio, grande protagonista della cultura del tempo e del melodramma. La fama di Zani violinista e compositore in terra austriaca dovette essere notevole; ciò giustificherebbe la stampa proprio in Vienna nel 1735 dei suoi Concerti a quattro con i suoi ripieni Op.4 e delle Sonate 12 per Violino e Basso intitolate "Pensieri armonici", Op.5. 

Probabilmente attorno al 1736, quando il suo musicista-protettore Caldara morì, lo Zani lasciò definitivamente Vienna e rimpatriò in Casalmaggiore dove pare risiedette stabilmente, salvo brevi spostamenti di volta in volta dove veniva richiesto il suo talento di violinista e concertatore. Non è da escludere che lo Zani abbia raggiunto di persona, in questi anni, il grande ed importante centro culturale di Parigi: la pubblicazione di alcuni suoi lavori e la presenza di molta sua musica manoscritta nelle biblioteche della capitale, sono indizi forse di una sua permanenza in terra francese.
Abbiamo notizia di sue presenze a Guastalla nel 1738, a Ferrara, Bologna, Parma, Mantova e Cremona tra il 1740 e il 1757. A Casalmaggiore, dal 12 al 14 aprile del 1739, ebbe il ruolo attivo di organizzatore dell'allestimento di sontuosi festeggiamenti musicali nella chiesa Arcipretale di S.Stefano su richiesta dei Padri Serviti della Fontana, in occasione dell'anniversario di alcuni loro Beati. In quegli anni, si dedicò anche all'insegnamento ed ebbe fra i suoi allievi Valentino Mejer di Mantova e Domenico Ferrari di Piacenza che divennero famosi e applauditi violinisti nonché i suoi concittadini, Don Giovanni Amadini e Don Alessandro Bosio che operarono come maestri di cappella nella locale chiesa Arcipretale di S. Stefano.
Successivamente si unì in matrimonio con Maria Costanza Margherita Porcelli, di ben ventisette anni più giovane di lui, dalla quale ebbe non meno di sette figli, tra i quali vale la pena di ricordare Angelo Maria, nato nel 1752, che diventò abile suonatore di corno da caccia.
Grande era la stima verso il nostro Zani e la sua fama fece sì che in quegli anni fu invitato a Cremona come membro della commissione che scelse Don G.A. Arrighi (1704-1780) di Viadana come nuovo Maestro di Cappella del Duomo. Morì a Casalmaggiore, il 28 settembre 1757, come afferma il Romani, in seguito al rovesciamento della carrozza sulla quale viaggiava sulla strada per Mantova dove era diretto per "affari di famiglia".


Notevole è la quantità dei suoi lavori giunti fino a noi, sia pubblicati che manoscritti: Sonate da camera, Op.1 (prob. Casalmaggiore, 1727), ristampate successivamente a Parigi come Sonates a Violino solo e Basso da camera, Op.3, Sei Sinfonie da Camera ed altrettanti Concerti da Chiesa, Op.2 (Casalmaggiore 1729), Concerti Dodici a quattro con i suoi ripieni Op.4 (Vienna 1735), Sonate 12 a Violino e Basso intitolate "Pensieri armonici", Op.5 (Vienna 1735) e Sonate a Violino e Basso Op.6 (Parigi 1740 ca.). Risultano manoscritti diversi lavori, sparsi un po' in tutta Europa, tra cui: tre Concerti e una Sonata per flauto, alcuni Concerti per violino, sei trii per due Violini e Basso e alcune Sinfonie. Concerti e Sinfonie di Zani manoscritti si trovano celati in varie biblioteche europee, facenti parte di raccolte di altri autori più celebri come Alberti, Sammartini, Stamiz, a riprova dell'altissima qualità compositiva del nostro.