- Carlo Piazzi -

(a cura di Marcello Villa)  

Carlo Piazzi è un autore ormai dimenticato, confinato come molti altri fra la foltissima schiera dei musicisti mediocri che meritano al massimo una citazione su qualche "Storia della musica" o qualche enciclopedia specializzata. Eppure lo studio e l'analisi dei "Balletti, Correnti, Gighe, e Sarabande à trè, due Violini ,e Violone" Libro Primo, Opera Seconda, effettuati per la realizzazione di questa incisione, ha portato a riflettere sulla singolare bellezza e sull'importanza di queste composizioni. I "Balletti" del Piazzi si collocano nel filone della "Sonata a tre" già ben collaudato da diversi autori, Tarquinio Merula (1535-1665) a Cremona, Biagio Marini (1597-1665) a Brescia, Marco Uccellini (1603-1680) a Modena, Salomone Rossi(1570-1630) a Mantova, dal bergamasco Giovanni Legrenzi (1626-1690), per arrivare alla massima espressione di essa con Arcangelo Corelli (1653-1713) e Antonio Vivaldi (1678-1741). Esse sono patrimonio della cultura cremonese, segno della vivacità culturale della città nella seconda metà del seicento. E' questa l'epoca della definitiva affermazione della scuola liutaria cremonese, delle famose botteghe degli Amati, dei Guarneri, di Stradivari che porteranno alla massima perfezione formale ed acustica gli strumenti ad arco, ricevendo commissioni da tutta l'Europa.

Ma è anche l'epoca che segna il trionfo del violino come protagonista assoluto della musica strumentale, fortuna che continuerà anche per tutto il secolo successivo.
E' impossibile tracciare una biografia di Carlo Piazzi, vista l'esiguità del materiale a disposizione; le uniche, per altro, scarsissime fonti dove viene almeno nominato, si trovano nell'archivio della Fabbriceria del Duomo di Cremona: "Carlo piazzi fu soprano nella Cappella delle laudi nella Cattedrale di Cremona. Fu eletto dal mastro di campo nobile Galeazzo Picenardi nel gennaio del 1657 con l'annuo assegno di sei ducatoni e continuò il servizio fino al 1685". E poi ancora parlando dell' avvicendamento di un certo Sig. Gerolamo Speltino contralto: " ..... l'ultimo novembre 1661 " in seguito "S. Carlo Piazzi successo in luogo del suddetto[....] deve havere (sic) [...]".

Queste pur esigue notizie sono tuttavia sufficienti per ragionevolmente supporre che il Piazzi sia nato a Cremona. Purtroppo neanche atti di nascita o di Battesimo ci aiutano in questo senso poichè molti archivi parrocchiali di Cremona sono andati perduti o dispersi; si può però supporre approssimativamente la sua data di nascita sia avvenuta tra il 1638 ed il 1640.
La "Cappella delle Laudi" era un'importantissima istituzione cremonese nata nel 1596 e svolgeva, sotto la guida e l'autorità del Capitolo e dei Fabbricieri della Chiesa Cattedrale, il ruolo di accompagnamento musicale delle funzioni religiose cittadine. Mantenne per secoli un importantissimo ruolo culturale e, in una società povera e di livello d'istruzione assai limitato ed elitario, ebbe il merito di istruire, aiutare ed educare alla musica molti giovani di talento, diventati poi loro stessi Maestri di Cappella, come Marcantonio Ingegneri, Niccolò Corradino e Tarquinio Merula. Appunto sotto la guida di quest'ultimo che Piazzi iniziò a cantare nella Cappella e, molto probabilmente fu suo scolaro anche per lo studio del contrappunto, ma non ne abbiamo alcuna prova certa. Dalle dediche delle sue opere a stampa, apprendiamo che Piazzi assunse lui stesso il ruolo di Maestro di Cappella, almeno dal 1680 al 1681. È proprio in questi anni che pubblica le Messe a quattro voci a Capella, Opera Prima e i Balletti, Correnti, Gighe, e Sarabande, Libro Primo, Opera Seconda. Purtroppo, dagli studi e dalle ricerche condotte finora, non risultano altre opere del Piazzi, né a stampa né manoscritte. Restano per ora ignote il luogo e la data della sua morte.